La cura delu poveru
Con la mia psicoterapeuta, che ho avuto per circa 10 anni, abbiamo parlato della mia propensione ad attorcigliarmi in pensieri che non mi portano da nessuna parte e mi sono messa a piangere, perché non ne trovo via d’uscita, non so come venirne fuori. Io so su cosa mi piacerebbe lavorare il giudizio su di me e sulu altru, l’essere tanto rigida (vedere tutto bianco o nero). Certo, d’altra parte, sarebbe il contesto terapeutico il luogo dove poter lavorare su questi aspetti, ma non è sempre facile. Ad esempio, quando la mia psicologa mi ha dato i compiti da fare a casa: una volta al giorno almeno dovevo concentrarmi su un “luogo sicuro” (dove sentirmi in pace, senza pensare al passato né al presente) come se fosse una foto, provando le emozioni e le sensazioni dello stare lì e respirando ad occhi chiusi. Ma io li ho sentiti come una soluzione prefabbricata e non li ho fatti. Di fronte alla mia resistenza lei mi disse che non potevo parlare di qualcosa che non conoscevo e io le risp...