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Il perché del linguaggio inclusivo

  In italiano in genere si usa il plurale maschile per esempio per riferirsi ad un gruppo di persone di diversi sessi, ma credo che normalizza l’invisibilità del femminile e delle soggettività divergenti, partendo da una critica femminista ho deciso usare in questo libro il plurale con “u” al posto di “i” (ad esmpio, ragazzu al posto di ragazzi) perché credo che la decostruzione del maschilismo culturale passi anche dal linguaggio e l’asterisco non lo leggono le applicazioni di lettura.

Ringraziamenti

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  Il mio approccio al blog inizia ora, in realtà io avevo pensato di fare un libro, ma parlando con Fabrizio De Gennaro, editore di ebook, mi ha convinta che intanto potevo iniziare da qui. E quindi, ecco una analogica a cimentarsi alla virtualità, voi valuterete come andrà. Pubblicherò un po' ogni settimana. Ringrazio Carlos Castro per la foto durante il mio monologo. La correzione del libro è stata collettiva questa modalità e l’incoraggiamento che ho sempre ricevuto a pubblicare è stato prezioso per non sentirmi sola. Ringrazio dunque per questa versione italiana Luciana Pellegrino, Costanza Frattin, Serena Cacchioli per il suo entusiasmo e consigli anche per la pubblicazione, Stefano Serri anche per tutti i suoi arricchenti consigli come scrittore.   Alcuni nomi sono cambiati a seconda delle disponibilità di comparire citatu o perché sono persone che non posso più rintracciare, ringrazio  tuttu per le risposte.