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Visualizzazione dei post da maggio, 2022

Sul corpo

  Ieri in una milonga (balera di tango) mi ricordai quando a volte ballando, ad esempio con un ballerino di tango del quale mi ero innamorata, sentivo che mi ammorbidiva il plesso solare, come se mettessi tutta l'energia perché io stessi bene e a volte dopo aver ballato con lui, se ballavo con qualcuno che non era in relazione ascoltandomi nel tango, sentivo che mi rubava quello che lui mi aveva dato. Un giorno, sentii che una vicina voleva rubare la mia manipolazione perché era venuta Sonia, una delle mie più care amiche, a cercarmi, ma lei era entrata e aveva aperto la porta; non la salutai e si lamentò di ciò, ma non dissi nulla. Io dico che non è la malattia che cambia la posizione politica, ma fa emergere quello che c'è già. Io non sono aggressiva con chi non mi cerca e solo una volta lo sono stata durante una crisi.   Ho trovato i miei “lavori deliranti” in parole di un’agenda del 2011, ossia li ho fatti nella seconda crisi che durò molto di più (circa 7 mesi): ...

Quando diventai cronica agli occhi della psichiatria

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L’episodio dell’LSD di settembre 2008 durò abbastanza poco, già dopo 3 mesi non avevo più idee paranoiche e le allucinazioni sono finite dopo una settimana, mi è costato più o meno 1 anno di psicofarmaci. Dopo che sono andate via le voci mi sentivo vuota, non ho voluto prendere antidepressivi, ma era difficile essere da sola, dopo così tanta compagnia e sostegno, perché le mie voci mi dicevano che ce la potevo fare. Altri effetti della cura farmacologica sono stati dormire tanto, smettere di essere il centro del mondo. Poi abbiamo deciso con la mia psichiatra che siccome ero guarita, potevo smettere la terapia farmacologica, ovviamente in modo graduale e monitorato. Devo dire che non mi proteggevo perché ho continuato a bere a volte molto alcol quando uscivo e a volte mi ubriacavo, ognitanto, quando capitava l’ho mescolato con cannabinoidi (marijuana e haschisch). Ossia che mi è venuta un’altra crisi ad agosto del 2011. Da quel momento e grazie al fatto che ricordai che prima avevo avu...

Segnali

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  Luciana/Ana hai paura della solitudine? Proteggo chi mi sostiene transistors mi permettono ascoltarli Microchip nel mio cervello   Con  Alinés prendemmo un taxi fino alla stazione degli autobus e mi ricordo che avevamo messo la sua valigia davanti. Io non sapevo come mi “dovevo” vestire per i significati dei colori e per non sapere di che colore mi potevo fidare. In questo gioco di manipolazione io immaginavo che le persone erano divise in base al colore che indossavano e ogni colore aveva un significato, il verde la natura, ecc. Mi misi la gonna con diversi colori e le espadrillas dorate che ancora non avevo interpretato. Durante il viaggio a Buenos Aires continuai a delirare; io dovevo programmare il laboratorio che avrei fatto lì sull’Arcobaleno dei Desideri (tecniche del TdO per lavorare sulle oppressioni intrapsichiche) in cui alla fine non partecipai perché ero letteralmente piegata su me stessa dalle voci. La sala era piena di gente che mi guardava e ...

Altri deliri

                                                                                                                                  Il mondo a volte sogna   esco in bici con palloncini a cercar cieli per conversare Ascolto tra le righe   mi sento sovversiva   posso vivere altre vite. Privilegio di rafforzarmi parlando di poter raccontare I miei deliri parlano e non starò zitta   L’ultima mattina a Rosario avevo passato la notte a casa della mia amica Alinés, ma quasi senza dormire, perché era passata a salutarmi Sole la sera e mi aveva detto che non entrava perché andava ad un indirizzo sulla strada Italia.   Allora pensai che mi...

Tantrico

  Mi strappano la pelle e respiro per lasciare la morte.   Il mio funerale, fiori nei miei capelli,   rituali per comunicare riempio di sangue il mio immaginario   e mi sommergo con paura di guardarmi allo specchio Mi vedo mostruosa!   La prima volta che ci baciammo con Tantrico eravamo rimasti a dormire da Sole e “Colo”, e lì mi erano iniziate le paranoie. Era prima di prendere l’LSD, sentivo che Sole e un loro amico, che non vidi mai più, stavano parlando di me e dicevano che non potevano farmi una certa cosa perché   avevo una felpa rossa che mi proteggeva dal malocchio. Allora chiesi a Sole di parlare in privato e le raccontai le mie paure e lei mi disse che la sua casa era un Manicomio. Mi dissero anche che li sarebbe piaciuto che mi fossi trasferita lì con loro. Io non mi sentivo a mio agio: la Colo voleva dormire con me, ma io avevo paura di lei, la vedevo come un “diavolo” sebbene come ho già detto io non ci creda. Era come la pa...

Follia

                                                                                                          La primavera è in quell’albero per me, aquiloni disegnano risate infantili Sono segnali che seguo come pupa Recupero la mia forza nella mia ideologia e nei miei strumenti Ho radici potenti  ho visto molte cose  connessioni pericolose   Un’altra donna, del capricorno come me, mi raccontò che quando si adoravano le divinità naturali si credeva che la gente nata il 22 dicembre fosse quella che “apriva porte”, mentre quella nata il 6 gennaio le chiudeva; in quell’intervallo di 15 giorni c’era il caos, la gente nata in que periodo (come me che sono nata il 28 dicembre) poteva comunicare con gli De...

E perché il viaggio? Che tipo di allucinazioni ho avuto

  In quello stesso periodo facevo molta fatica a seguire il discorso concreto e materiale di Adrián, il   cugino che mi ospitava. Lui mi parlava del denaro che dovevo prelevare dalla Banca; quando siamo andati a farlo insieme sentivo che dovevo porre troppa energia, che non potevo, non ricordavo la password del bancomat e mi sedetti per terra. Poi trovammo un artista di strada e ricordo che gli diedi due pesos perché sentivo che, in quel momento, il numero due ci avrebbe fatto bene a me e mio cugino. Mi sembrava che la gente che era intorno a me dicesse che, dato che l’artista mi piaceva, potevo comprarlo; mi sentivo una privilegiata europea, come se pagassi le prestazioni di una “prostituta” e come se il 2 fosse come la nostra unione simbolica per non doverlo fare davvero. In quel momento sentii come se la testa si fermasse per qualche secondo, si spegnessero i rumori e ricordo che fu lì che lasciai la banconota, come se una persona buona tra il pubblico mi avesse suggerito...

La mia prima crisi diagnosticata

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  Come ho già accennato la prima crisi diagnosticata è iniziata per un LSD. Subito dopo aver preso la droga, ho sentito che riuscivo a comunicare telepaticamente col ragazzo che me l’aveva data, col quale ci stavamo conoscendo e attraendo. Io volevo fare sesso con lui; lui mi aveva spiegato che praticava sesso tantrico e dato che mi sono dimenticata il suo nome lo chiamerò così. Mi offrì del vino con LSD diluita a 1/8 parte della dose personale che secondo lui poteva aiutarci. Anche se all’inizio rifiutai la sua offerta, poi   l’accettai per ignoranza e curiosità. Ma ciò che mi fa più arrabbiare è che, in qualche modo, il fatto che si trattasse di un uomo è stato influente. Nei rapporti di coppia ho sempre permesso che fosse l’altro a decidere al mio posto. Ma non vale la pena cercare di trovare il colpevole, adesso la vedo come un’importante esperienza di vita, dolorosa, ma anche come l’opportunità di arricchimento che poche persone possono raccontare con lucidità e distanza...

Prima ancora e la triste storia della sorella della mia amica

  Mi ricordo che anche ad agosto del 2005 ho avuto anche una grossa crisi, non diagnosticata e anteriore al mio ricorso alla psichiatria, nel primo Festival Nazionale di TdO in Calabria. Mi ero appena laureata in Psicologia e ancora non pensavo di fare professionalmente Teatro, anche se erano 15 anni che lo facevo. Pensavo, invece, di dedicarmi alla Psicologia e quando uscii così male da quell'incontro pensai che avevo fallito tutta la mia vita perché non mi potevo dedicare a ciò. Sebbene non arrivassi ad avere dei veri e propri deliri, avevo una sensazione molto simile a quella di fragilità, la stessa sensazione di perder di colpo “una pelle” che mi proteggesse e rimanere così esposta e ipersensibile a ciò che mi si presentava. Il festival era stato molto forte. Eravamo tuttu ospitatu in una cappella. Francesco, il mio compagno di allora, ed io avevamo una tendina nel cortile. L'intenzione dell'organizzatore, Ciccio, era quella di promuovere il TdO in quel contesto ostil...