La mia prima crisi diagnosticata
Come ho già accennato
la prima crisi diagnosticata è iniziata per un LSD. Subito dopo aver preso la droga,
ho sentito che riuscivo a comunicare telepaticamente col ragazzo che me l’aveva
data, col quale ci stavamo conoscendo e attraendo. Io volevo fare sesso con
lui; lui mi aveva spiegato che praticava sesso tantrico e dato che mi sono dimenticata
il suo nome lo chiamerò così. Mi offrì del vino con LSD diluita a 1/8 parte
della dose personale che secondo lui poteva aiutarci. Anche se all’inizio rifiutai
la sua offerta, poi l’accettai per ignoranza e curiosità. Ma ciò
che mi fa più arrabbiare è che, in qualche modo, il fatto che si trattasse di
un uomo è stato influente. Nei rapporti di coppia ho sempre permesso che fosse
l’altro a decidere al mio posto. Ma non vale la pena cercare di trovare il
colpevole, adesso la vedo come un’importante esperienza di vita, dolorosa, ma anche
come l’opportunità di arricchimento che poche persone possono raccontare con
lucidità e distanza, da due diverse situazioni e prospettive: quella di
psicotica e quella di “normale”.
Ero con Tantrico
a casa di mia nonna, non quella dei viaggi, ma l’altra. Mi era costato un sacco convincerla a lasciarmela
libera quella sera per incontrarmi con un ragazzo di cui mi fidavo. La stanza è
tetra, perché ha mobili antichi e scuri (forse i mobili che usava mio nonno
prima di morire) e molto poco spazio perché sono grandi per una stanza così
piccolina, tant’è che la soffocano abbastanza. Addirittura a quell’epoca mia nonna
aveva l’abitudine di mettere i ritratti di tuttu lu suou
nipotu sui tavolini da notte e sulla cassettiera con lo specchio. Tutti guardavano
il letto!
Le lenzuola erano
blu. Io non conoscevo molto Tantrico, ma era
enoclofobico, non sopportava stare in mezzo a moltitudini, suppongo che siano
stati tutti quegli occhi che lo impressionarono, perché fece una faccia… e io in
quella dimensione iper-percettiva la capii… non gli dissi niente, ma in seguito
le paranoie agirono su di me, facendomi reinterpretare tutto ciò. Pensai che il
blu delle lenzuola alludeva al controllo sociale (come il colore dell’uniforme
della polizia), alla protezione di mia nonna e della famiglia, dalla
quale dovevo proteggere Tantrico.
Da quel momento
iniziai a vedere così tutte le persone vestite con quel colore che incontravo
per strada, quasi mi vedessero come una bimba da proteggere. Una volta arrivò
mio cugino con sua moglie con occhiali da sole e pensai che anche quello era un
segnale di protezione, ma doppio;. anche
Anche mio cugino che chiamerò Alessandro
aveva avuto una crisi psicotica e quindi pensai che non voleva se ne accorgesse chi
mi manipolava, ossia come se attraverso di me potessero accorgersene
della sua debolezza e avrebbero potuto cercar di manipolarlo, perciò proteggeva
i suoi occhi e quelli della moglie, dato che si concepivano come un’unica cosa sempre
insieme.
Tornando alla notte
psichedelica, quando finalmente abbiamo cercato di far sesso, dopo aver nascosto
tutti i portaritratti, mi pareva di poter comunicare telepaticamente con Tantrico.
Invece iniziò l'incubo, ma da sveglia.
È stato molto strano
per una come me che non ha mai creduto in Dio, essermi sentita posseduta dal
diavolo, aver avuto visioni di Tantrico coperto di sangue appena mi avvicinavo avevo
paura di me stessa, mi sentivo come se avessi potuto ucciderlo o fargli molto male.
Quindi non siamo riuscitui a far nulla e nemmeno
quasi a dormire. In mezzo alla notte mi alzai per fermare l'orologio a cucù, perché:
-“mi faceva
impazzire quel rumore”, - dissi poi
a mia nonna. Inoltre è successa un'altra cosa che mi fece paura quella notte: Tantrico
trovò la mia pietra del chakra della sessualità nel letto, mentre io ero sicura
di averla persa. Quel pomeriggio pensando che l’appuntamento con Tantrico sarebbe
finito a letto, mi misi sul chakra della sessualità la pietra che mi aveva regalato
mesi prima mia sorella e andai in bagno senza ricordarmi di togliermela; feci
pipì e quando me ne sono accorta non l'avevo più! Mi disperai e pensai che
quello era un segnale del fatto che avevo perso per sempre la mia sessualità.
Come molte donne ho sempre avuto paura di non essere all'altezza di ciò che si
aspettava che dovesse essere l’orgasmo, ancora adesso mi costa sentirlo.
Quella notte dell’LSD,
Tantrico ebbe comportamenti strani (o sembrarono strani a me in quello stato),
che mi fecero prendere paura; ad esempio spazzò con una piccola scopa la sedia
dove ci eravamo abbracciati, anche se non era sporca o non mi sembrava. Io pensavo
che fosse dovuto alla sua superstizione perché mia nonna è un po’ strega, cura
il malocchio e cose di quel tipo; lui mi aveva detto che non gli piaceva come l’amica
che ci aveva presentati parlasse d’essersi salvata nell’incendio di casa sua
dicendo che aveva poteri da strega: pensai che lui lo percepisse e avesse paura
dei poteri di mia nonna.
Un’altra cosa
che ricordo di quella notte è che la pastiglia di LSD aveva una forma molto
strana, (anche se in realtà non ne avevo mai visto uno) aveva il disegno di un Buddha
con dei puntini, quasi tridimensionali,
che dopo mi fecero immaginare potesse essere un microchip attraverso il quale questi questu amici amicu potevano
mi leggermi leggevano
la mente e perfino tentare tentavano
di manipolarmi per allontanarmi dau mieui
amicu e famigliari. Non sapevo quale fosse l’obiettivo, se avere connessioni in
Italia, o farmi trasferire a vivere con loro. In quell’epoca avevo già iniziato
a sognare di andare in India al Festival di Teatro dell’Oppresso da Jana Sanskriti
in West Bengal. Il Buddha forse perciò un po’ mi sembrò collegato con il mio
desiderio.
Viaggiare in India
era il sogno che aveva iniziato a prender corpo da un mese, quando al Centro di
Teatro dell’Oppresso (CTO) di Rio de Janeiro vidi il lavoro spettacolare che faceva
il gruppo di Teatro dell’Oppresso (TdO) di Calcutta. Ma mi è successo qualcosa
di strano rispetto al viaggio in un laboratorio che avevamo fatto insieme a Tantrico
e Sole, l’amica che ci aveva presentati. Tantrico aveva deciso di fare una meditazione
sui chakra e dato che era molto difficile l’abbiamo praticata durante la preparazione
dell’incontro. In quel momento mi scattarono una foto dell'anima, così mi dissero
quando mi mostrarono la macchia nera nello schermo della macchinetta; dopo, mi fece
molta paura il fatto che l’avessero. In quel laboratorio mi sembrò sentire Sole
che parlava con un'altra donna del fatto che io non fossi pronta per andare in
India. Dopo l’esperienza col LSD tornai a pensare a tutto ciò e a reinterpretare
fino a convincermi che se avessi viaggiato sarei riuscita a mettere fine alla
crisi.
Tantrico mi aveva
detto che l’LSD l’aveva fatto con cose naturali un suo amico. Come già detto mi
sono pentita ovviamente di aver ceduto, perché è stato un viaggio che avrebbe potuto
essere senza ritorno. Quando lo raccontai al mio zio fricchettone mi sgridò perché
quel tipo di droghe sono pericolosissime. Ma nonostante tutto non rinnego
questa esperienza, che mi è costata tanto, ma che mi sta permettendo di imparare
tanto su di me e sul mio contesto.
Al mattino dopo la
psichedelia mi sentivo con la testa nel pallone, non capivo… Tantrico chiamò un
taxi e mi lasciò a 200 metri da casa, o almeno credo sia andata così. Mi sembra
che sia stato in quel momento che entrai in una tabaccheria e domandai al tabaccaio,
(che era straniero, come mi sento un po’ io a Rosario) che non capivo e se poteva
spiegarmi. Mi sentivo come se dovessi decifrare segnali che, per via della mia
emigrazione, non riuscivo a comprendere; lui mi disse di sì, che per capire lo dovevo
baciare o qualcosa del genere… Per fortuna mi restava un po’ di cognizione e mi
salvai da un abuso. Era mattina, me ne andai dalla tabaccheria e il tipo mi inseguì
dicendomi di stare tranquilla, di tornare, che non avrebbe fatto nulla di male;
ma e dopo
circa 200 metri, mi lasciò andare.
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